Si può andare avanti anche nelle difficoltà, si può sorridere anche fra le lacrime, si può immaginare un mondo che rispetta il diritto alla vita, si può guardarsi intorno deponendo gli occhiali deformanti del sospetto, della paura, dell’invidia.
Se pensiamo che il nostro gruppo missionario non è unico, ma esistono in tutto il mondo, ove più, ove meno, organizzazioni di persone disponibili ed attente, allora il cuore si allarga e ci viene voglia di continuare a sperare, anche se costa fatica.
Crediamo che la speranza sia il miracolo più grande che ci viene chiesto di compiere ed al quale dobbiamo credere.
Uccidere la speranza è morire due volte, sperare vince anche la morte.
E come non sperare quando vediamo intorno a noi gesti di fiducia, di affetto, semplici affermazioni di presenza costante ed intelligente, disponibilità e desiderio di migliorare.
Siamo grati a quanti con un sorriso rendono speciale un momento, ci fanno dimenticare una fatica, scacciano la tristezza di una delusione.
Siamo grati a chi continua da anni ad impegnarsi, perché ci insegna la perseveranza ed a chi si affaccia ora offrendo la propria disponibilità, perché ci da la speranza del futuro.
Quando poi leggiamo libri e statistiche sul così detto no profit, che parlano di migliaia di persone impegnate, ci sentiamo persino orgogliosi di esserci anche noi.
A. Arata
Con questo messaggio di speranza che, vogliamo trasmettere e condividere con voi, salutiamo ottobre: il mese missionario.
Affacciandoci a nuove idee e vecchi problemi, piccoli traguardi e progetti molto più grandi di noi, vi chiediamo : “Vale la pena andare avanti?”
“Continuare a sperare e tentare, ognuno nel proprio piccolo, di compiere questo grande miracolo di sperare e donare la speranza a chi non ne ha?”
Alle nostre e alle vostre coscienze la risposta.
Per tutti coloro che si ostinano a credere che “si può” noi ci siamo, aldilà del dove, dei perimetri, delle sedi e del tempo.
Vi aspettiamo con le vostre proposte e le vostre idee.
I volontari de “Il Ponte Missionario”
