Il rullo del Giubileo racconta il peccato che in tanti paesi africani, Malawi compreso, sta erodendo la stessa struttura familiare e rievoca il pianto sconsolato degli orfani.
Pochi giorni sono passati da quando è stato riportato al suo villaggio, per la sepoltura, Store, trentasei anni, di professione insegnante, padre di quattro figli. Il giorno dei funerali, tra lamenti e il pianto, si poteva distinguere il gruppo dei suoi parenti, indaffarati a dividersi tutta la proprietà del defunto: chi ha preso il letto, chi le sedie, chi i suoi vestiti. Grande la disperazione del figlio maggiore quando gli hanno portato via anche il ferro da stiro, era orgoglioso di andare a scuola ogni giorno con la divisa impeccabile che aveva imparato a stirare da solo.
Esiste una tradizione molto particolare, soprattutto tra i gruppi che mantengono il matriarcato, come struttura della famiglia. Il giovane che vuole sposarsi, va ad abitare al villaggio della moglie. Questa tradizione culturale ha aspetti positivi e negativi. Da una parte protegge la donna, assicurandole la vicinanza dei genitori e dei parenti; dall’altra, relega il marito a livello di forestiero: difficilmente egli cercherà di sviluppare veramente la sua posizione economica, proprio perché non si sente a casa sua.
In questo periodo storico, segnato dall’AIDS, capita spesso che il marito venga a mancare, lasciando moglie e figli orfani. I parenti del marito, allora, hanno il diritto di portare via dalla casa, tutto quanto sia stato acquistato dal fratello, lasciando sul lastrico la vedova e i figli.
Ecco allora che il tamburo del Giubileo, denuncia questo peccato, che ha le sue radici in una situazione di miseria che rende nemiche anche le persone più care, smascherando un furto che vorrebbe giustificarsi e assolversi in nome della cultura.
Fino a quando questa schiavitù non sarà debellata dai nostri villaggi, non ci sarà né sviluppo né armonia e la situazione degli orfani sarà sempre più precaria.
Il tamburo del Giubileo ricorda che tutto quanto è stato tolto ingiustamente deve essere restituito. Un cammino molto difficile, un tamburo che avrà forse pochi orecchi disposti ad ascoltare ma che non per questo, il suo rullio s’interrompe: “Proteggere gli orfani e le vedove, estirpare dal cuore l’avidità di impossessarsi dell’eredità dei poveri”.
